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L'allergia alimentare era
nota già al tempo di Ippocrate, quando si sapeva che il latte vaccino poteva provocare
vomito e orticaria. L'argomento torna di
attualità negli anni '70, quando viene chiaramente dimostrato che anche in condizioni di
normalità antigeni alimentari sono in grado di attraversare la parete intestinale e di
indurre una risposta immunitaria a livello locale e/o sistemico e che gli antigeni alimentari possono essere
implicati in una serie di manifestazioni cliniche interessanti sia l'apparato
gastroenterico, sia il polmone, la cute, il naso e forse altri organi e tessuti. Queste nuove aquisizioni
insieme all'introduzione nella pratica clinica di sempre più sofisticate metodiche
diagnostiche hanno permesso di inquadrare il capitolo delle allergie alimentari, anche se
tutt'ora è oggetto di controversie e soporattutto di difficile approccio. L'allergia alimentare
infatti presenta alcune peculiarità che ne rendono difficile lo studio. A differenza delle
allergie respiratorie in cui la via di penetrazione dell'antigene corrisponde alla sede
dei sintomi, nelle allergie alimentari possono aversi manifestazioni cliniche a livello
della parete intestinale o più di frequente a distanza, preferibilmente in organi o
tessuti ricchi di mastcellule Inoltre nelle allergie
alimentari gli antigeni subiscono delle profonde modificazioni dovute alla cottura, ai
processi digestivi, alla flora batterica, al passaggio attraverso la parete intestinale,
per cui A tutto ciò va aggiunto:
3) che alcuni difetti
enzimatici, il più delle volte congeniti, ma talora anche aquisiti, possono simulare,
specialmente a livello intestinale, i sintomi dell'allergia alimentare; 4) che non sempre
e non solo nelle allergie alimentari sono in atto immunoreazioni IgE mediate, ma talvolta
reazioni immunologiche di tipo diverso (da immunocomplessi, da linfociti sensibilizzati
ecc.). MECCANISMI
FISIOPATOLOGICI INERENTI IL PASSAGGIO DI ANTIGENI ALIMENTARI Recentemente è stato
dimostrato con certezza il passaggio di macromolecole attraverso la mucosa Il tratto
gastrointestinale costituisce la porta d'ingressso degli allergeni alimentari e quindi
conoscere la sua struttura e i suoi meccanismi di difesa è molto importante per
comprendere la patogenesi La parete intestinale,
dal lume verso l'esterno, è formata dalla mucosa, sottomucosa, tonaca muscolare esterna e
tonaca sierosa. La mucosa è formata dall'epitelio, dalla lamina propria e dalla muscolaris mucosae. L'epitelio è formato da
cellule epiteliali a colonna con villi sporgenti verso il lume in grado di assorbire le
sostanze nutritive e da cellule in grado di produrre muco intestinale.La lamina propria
contiene molte mastcellule e le "placche di Peyer", aggregati di linfociti e
plasmacellule che rappre- sentano il principale elemento del GALT (Gut Associated Lymhoid
Tissue). Le placche di Peyer sono
collegate con il lume intestinale per mezzo di particolari cellule dette cellule M
(membranose) che sono in grado di trasmettere direttamente ai linfociti delle placche di
Peyer gli antigeni che riescono a captare dal lume. Nella sottomucosa ci sono: tessuto
connettivo, vasi L'integrità di questa
struttura è salvaguardata da una serie di
meccanismi di difesa sia di tipo non immunologico che di tipo immunologico. I meccanismi non
immunologici locali sono rappresentati dalla flora intestinale, dalle secrezioni
gastrointestinali di muco, dalla motilità intestinale, dagli enzimi pancreatici e
dall'acidità gastrica. Questi meccanismi sono in grado di interferire con il processo di
assorbimento intestinale di macromolecole, di prodotti batterici e tossici. I meccanismi immunologici
locali sono rappresentati dagli anticorpi IgAs (secretori), dalle cellule M e dalle
plasmacellule della lamina propria. In condizioni di
normalità gli antigeni alimentari presenti nel lume intestinale vengono in parte legati
alle IgA secretorie, in parte catturati dalle cellule M e in parte trasformati all'interno
delle cellule epiteliali. Solo una piccola quota è in grado di superare i meccanismi di
difesa. Se la quantità di
antigeni alimentari è elevata si verifica una saturazione degli anticorpi IgAs e delle REAZIONE ALLERGICA LOCALE E GENERALE A livello della
sottomucosa avviene il legame tra l'antigene sfuggito ai vari meccanismi di difesa e le
molecole di IgE adese alle mastcellule con conseguente liberazione di mediatori chimici
(soprattutto istamina). Si verifica un'alterazione della permeabilità a livello della
mucosa intestinale e conseguente ulteriore passaggio di antigeni alimentari in circolo. La massiva presenza di
antigeni alimentari in circolo permette ad alcune macromolecole di raggiungere sedi
distanti quali la mucosa nasale e polmonare o la cute dove sono presenti numerose
mastcellule "cariche" di IgE. All'azione di queste
cellule è dovuta la reazione tardiva che si verifica spesso nelle reazioni allergiche e
che può avvenire dalle 4 alle 24-28 ore dopo l'incontro con l'antigene. INQUADRAMENTO DELLE ALLERGIE ALIMENTARI
- Dermatite periorale - Gastroenterite
Enterite Proctite
Cute: Orticaria ed
angiodema Dermatite
atopica Occhio-naso:
Oculorinite Polmone: Asma
bronchiale Circolo: Shock
anafilattico Articolazione:
Artrite reumatoide (?) Altre: Cefalea ed
emicrania (?) A LOCALIZZAZIONE MISTA (intestinale ed extraintestinale) |
Le piante di maggior interesse
epidemiologico sono le ANGIOSPERME (cioè dotate di ovario e fiori ben evidenti) che
producono la stragrande maggioranza di pollini dotati di potere allergizzante. I presupposti perchè si realizzino
le allergie da pollini sono che la diffusione del polline avvenga tramite il vento, che il
polline sia prodotto in grande quantità e che abbia caratteristiche aerodinamiche tali da
poter essere trasportato a distanza dalla pianta che lo produce. Negli ultimi anni l'aerobiologia,
disciplina che studia le particelle sospese nell'aria e il loro trasporto passivo, ha dato
un grosso aiuto agli allergologi perchè grazie ai dati di una rete di stazioni di
rilevamento estesa a tutte le nazioni progredite ha permesso la compilazione di calendari
pollinici aggiornatissimi non solo sul tipo di polline presente nell'aria, ma anche sulla
quantità e variazione a seconda di pioggia o vento. L'esame dei vari tipi di pollini
verrà condotto seguendo l'ordine cronologico di presenza nell'aria.
La tipica pollinosi primo-primaverile
è quella degli alberi della famiglia delle Betulacee. Le Betulacee di interesse
allergologico sono, in ordine di fioritura: il Nocciolo (negli inverni miti fiorisce anche
in dicembre); l'Ontano (frequente nella pianura padana fiorisce in febbraio, marzo); I pollini di questi alberi hanno una
reazione crociata tra loro: il soggetto allergico al nocciolo risponde anche al polline
della Betulla e viceversa. La pollinosi da betulla, tipica nei
Paesi Scandinavi, diventa sempre più comune anche in Italia da quando architetti e
urbanisti hanno "scoperto" questo albero. Negli ultimi 15 anni si è assistito a
una proliferazione di betulle soprattutto nelle città della Padania e parallelamente gli
allergologi hanno visto aumentare l'incidenza della pollinosi da betulla, che dà disturbi
da febbraio-marzo a tutto aprile e in corrispondenza dell'emissione di polline dagli
"Amenti" (volgarmente gattini), che costituiscono l'inflorescenza maschile della
betulla. La pollinosi da Betulla provoca
disturbi di rinite e asma di tutto rispetto per intensità e durata. Una particolarità di
queste pollinosi precoce è la reazione anche al polline di nocciolo, che contiene gli
stessi antigeni della betulla. Una curiosità riguardante i soggetti
allergici alla betulla è che vanno incontro a sintomi di "allergia orale"
(edema delle fauci, prurito, senso di soffocamento) quando mangiano nocciole ma anche
diversi frutti (mela, pera, ciliegia, pesca, prugna) e alcune verdure (sedano, prezzemolo,
carota).
I generi più comuni di graminacee
sono Dactylis, Poa, Phleum, Lolium che occupano come infestanti ogni spazio libero
possibile oltre a far parte del "prato stabile" che è rappresentato da una
associazione vegetale coltivata e sfruttata
nell'alimentazione del bestiame. Il polline delle graminacee ha un
diametro di 30-40 micron e quindi possiede le dimensioni ideali I disturbi causati dai pollini di
graminacee sono rinite e asma bronchiale. Anche i soggetti allergici alle graminacee
possono andare incontro a sintomi di "allergia orale" (prurito, edema delle
labbra, senso di soffocamento) dopo ingestione di melone , pomodoro, anguria, arancia,
kiwi.
La pollinosi da parietaria è
rilevante dal punto di vista epidemiologico e chimico, con manifestazioni che durano 3-4
mesi in Italia settentrionale (giugno-settembre), ma che possono durare tutto l'anno, con
un acme primaverile e uno autunnale, nell'Italia meridionale e nelle isole. I disturbi causati dalla Parietaria
sono rinite spesso accompagnata da manifestazioni asmatiche importanti.
La pollinosi di olivo è
caratteristica dell'Italia meridionale (Puglia, Calabria, Campania) e delle isole e
presenta il suo acme nel mese di maggio.
La fioritura delle composite si
verifica nel periodo tardo-estivo (da fine Luglio ai primi di Ottobre) e le pianta di
importanza allergenica sono le Artemisie, piante infestanti assai diffuse sia in pianura
che in mezza montagna, e l'Ambrosia, di recente insediamento nelle periferie di alcune
grandi città europee, derivate dall'America del nord e dal Canada. La pollinosi da composite e, in
particolare, da Artemisie è una forma epidemiologica discreta e chimicamente
caratterizzata da rinite e asma bronchiale.
I miceti (muffe o funghi) sono piante
microscopiche, prive di clorofilla, che vivoni in ogni ambiente, ma che richiedono un
elevato grado di umidità e una temperatura anche superiore ai 10°C per poter crescere e
sopravvivono anche alle condizioni sfavorevoli producendo grandi quantità di spore. La loro concentrazione nell'aria
dipende sia dall'ambiente esterno (la presenza di campi di grano o di fienili o di boschi
con vegetali in decomposizione in ambiente umido favorisce la crescita fungina), che
interno (i miceti si sviluppano soprattutto in locali umidi e scarsamente o affatto
ventilati). Substrati favorenti la crescita
fungina possono essere il terreno delle piante ornamentali, alimenti L'Alternaria è rinvenibile
ubiquitariamente sia in atmosfera libera che all'interno di ambienti. La massima concentrazione ambientale
viene raggiunta nei mesi estivi e si mantiene alta anche in autunno. L'Alternaria cresce
in particolare sulle foglie in decomposizione, sulle piante e sulla frutta. La sintomatologia chimica indotta da
questo micete è rinitica e/o asmatica con riacutizzazioni estive. |
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