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INTRODUZIONE Le
alterazioni a carico della colonna vertebrale (tratto cervicale, dorsale, e lombo sacrale)
rappresentano, sotto il profilo sociale (assenze per malattia, cure, invalidità), uno dei
principali problemi sanitari e possono interessare fino all80% della popolazione. Molte
ricerche, condotte in varie Nazioni e in diversi settori produttivi, hanno messo in
evidenza il ruolo negativo per la colonna vertebrale delle posture statiche prolungate,
delle frequenti flessioni e torsioni del tronco, dei sollevamenti e spostamenti di
carichi, dei movimenti quotidiani scorretti. Lattività
di medico di medicina generale mi ha permesso di osservare nellarco di
ventanni quanto possa essere poco efficace lintervento terapeutico
tradizionale (massaggi, terapie fisiche) per la maggior parte dei problemi di mal di
schiena, se mirati esclusivamente a trattare il sintomo e non viene riconosciuta la vera
causa del disturbo. Un
approccio relativamente nuovo per le patologie minori (cervicalgie e dorsolombalgie
muscolo-tensive e posturali) può venire sicuramente dallo studio posturale del soggetto affetto da tali problemi. Lo scopo
di questo articolo informativo è di stimolare il soggetto affetto da mal di schiena a non
sottovalutare il problema, ma a intraprendere, insieme al proprio medico, un vero e
proprio percorso diagnostico-terapeutico che nella maggioranza dei casi può portare alla
risoluzione del problema. CENNI DI ANATOMIA E FISIOLOGIA DELLA
COLONNA VERTERBRALE La colonna vertebrale è la struttura portante del nostro organismo ed è costituita da vertebre, dischi intervertebrali, muscoli, legamenti e nel suo interno ospita il midollo spinale da cui partono i nervi che raggiungono i vari distretti dellorganismo, tra cui le braccia e le gambe. La colonna
vertebrale non è rettilinea, ma presenta delle curve che tendono a portare laddome
in avanti, il dorso allindietro e la testa in avanti e ciò al fine di abbassare il
nostro centro in gravità e permettere di stare in piedi senza un consumo eccessivo di
energia. Il centro
di gravità del corpo umano cade tra i piedi, davanti ai malleoli, per cui per ottenere
una condizione di equilibrio i segmenti corporei devono essere disposti in modo armonico. Alcune
attività lavorative (computer), costringono ad assumere atteggiamenti che alterano le
curve fisiologiche e se queste posizioni scorrette vengono mantenute a lungo e ripetute
nel tempo, la colonna vertebrale va incontro ad alterazioni. Gli squilibri tra la muscolatura anteriore e posteriore o tra un lato e laltro, dovuti ad atteggiamenti viziati, portano alla comparsa di tensioni muscolari e quindi dolore. Il corpo
umano è soggetto a delle leggi basate su funzioni meccaniche (apparato muscolare e osteo-articolare), funzioni
organizzative (sistema nervoso centrale e
periferico) e spinte emozionali
(struttura psichica) per cui lalterazione di una funzione determina il
coinvolgimento delle altre due. Lo studio posturale
nella valutazione diagnostica e riabilitativa tiene conto di tutte queste funzioni. CAUSE PIU FREQUENTI DI MAL DI SCHIENA La
struttura della colonna vertebrale che più di ogni altra subisce unalterazione, a
causa di posizioni scorrette, è il DISCO INTERVERTEBRALE. Nelle
varie posizioni del nostro organismo (supino, in piedi, seduto) i dischi intervertebrali
subiscono una pressione diversa che si distribuisce su tutta la loro superficie, grazie al
liquido in essi contenuto. Un
ricercatore della scuola svedese (A.L. NACHEMSON) ha svolto degli esperimenti molto
importanti per conoscere i valori di pressione che si verificano sul terzo disco lombare
nelle diverse posizioni che assumiamo e nei movimenti che facciamo tutti i giorni. Il terzo
disco lombare subisce un carico pari a 30 kg quando il corpo umano è in posizione supina,
70 kg quando è in posizione seduta, 210 kg quando lorganismo solleva 20 kg con
schiena flessa e ginocchi dritti. Queste
valutazioni scientifiche, insieme alla necessità di mantenere le curve fisiologiche della
colonna vertebrale, suggeriscono lindirizzo utile per mantenere efficiente la
colonna vertebrale, per evitare lusura dei dischi intervertebrali e prevenire
linsorgenza del dolore: attività quotidiana (lavorative, sportive ecc.) bisogna
scegliere sempre le posizioni e i movimenti che provocano minore pressione sui dischi
intervertebrali e se le condizioni lavorative non permettono tale scelta, è necessario
eseguire dei movimenti di compenso. Per permettere ai dischi intervertebrali di riacquistare il loro spessore originario e mantenere la loro efficienza ed elasticità è necessario dormire un numero sufficienti di ore su un letto valido, costituito da un materasso, preferibilmente in lattice naturale ad elevata elasticità e traspirabilità, e da un supporto personalizzabile in doghe. Le cause
più frequenti di mal di schiena sono da ricercare in attività lavorative a
rischio (operai, imbianchini, piastrellisti,
parrucchiere, dattilografe, camionisti), attività sportiva non adeguata, posture
scorrette durante le attività domestiche, tensione emotiva, pregressa scoliosi, traumi e
distorsioni. Il
mal di schiena su base posturale è la conseguenza di movimenti errati, di
sforzi fisici, di posture scorrette ricorrenti nelle attività quotidiane. Una
particolare attenzione deve essere posta anche nella scelta delle calzature, soprattutto per le donne, e più precisamente è importante
sapere che la situazione ideale, con distribuzione del peso del corpo in maniera
equilibrata fra parte anteriore del piede (metatarso) e la parte posteriore (tallone), si
ottiene con un tacco alto 2 cm, ma è tollerato fino a 4 cm. Con tacchi
molto più alti si può arrivare ad una pressione del peso pari all80-90% sui
metatarsi. Altri suggerimenti per le calzature riguardano la suola - che
deve essere in cuoio - e la punta della scarpa, che deve essere ampia. Un
soggetto che soffre di mal di schiena, dopo aver affrontato con il proprio
medico tutto il percorso diagnostico necessario per escludere le patologie di origine
organica, può sottoporsi ad una valutazione posturale completa che inizia con una
raccolta anamnestica di informazioni sulla localizzazione e le caratteristiche del dolore,
sulla presenza di condizioni di stress, sullispezione completa anteriore, posteriore
e laterale tendente ad evidenziare gli atteggiamenti scorretti, poi si passa alla
valutazione della funzionalità delle varie articolazioni durante i movimenti attivi e
passivi e alla valutazione muscolare. Con
lesame alla Verticale di Barrè si possono
evidenziare degli atteggiamenti posturali in osservazione AP e LL. USO DEL PODOSCOPIO Nonostante
i piedi siano frequentemente causa di disturbi, lesame obiettivo delle estremità
spesso viene trascurato perché questo tipo di problema viene considerato di lieve
gravità. In realtà
mediante luso del podoscopio possono essere messi in evidenza una serie di problemi
sul tipo di appoggio statico del piede che può essere normale, cavo o piatto. Il piede
cavo è più frequente e doloroso del piede piatto. I disturbi aumentano con letà e
con la scelta di calzature non adatte. Nei punti di iperpressione, sotto le teste dei
metatarsi, sono costantemente presenti ipercheratosi (ispessimento della pelle)
meccaniche. Il
podoscopio permette anche lesame del
piede secondo lasse verticale del calcagno in rapporto a quello della gambe, di
norma tali assi non coincidono, ma formano un angolo di 5°. Quando
tale angolo è maggiore si ha il calcagno valgo. Se
langolo tra due assi è invertito si ha il calcagno varo. USO DELLA PEDANA STABILOMETRICA In caso di
patologia la complessità dei meccanismi preposti al controllo della postura, richiede una
valutazione complessa che tenga conto di tutte le componenti( osteo-articolare, muscolare,
visiva, oculomotoria, vestibolare, ortodontica). Lo studio
strumentale, con la pedana stabilometrica, permette di completare la valutazione clinica e
soprattutto consente una quantificazione dei fenomeni esaminati. La
stabilometria statica è utile per lo studio della postura del soggetto, valutando la
distribuzione delle forze verticali sul piano di appoggio e misurando la stabilità del
soggetto mediante la precisione del controllo posturale e lenergia utilizzata. Ulteriori
informazioni possono essere ottenute effettuando altri tests in condizioni diverse (tests
complementari sul controllo posturale statico). Per alcuni
test viene valutata la capacità di migliorare i parametri posturali, per altri la
capacità di peggiorarli. Attraverso
questi test è possibile avere delle informazioni sullinfluenza sul controllo
posturale · della componente propriocettiva cervicale: · della componente propriocettiva stomatognatica · della componente propriocettiva oculomotoria · della componente propiocettiva dei distretti vertebrali · della componente vestibolare · della componente visiva Linterferenza
dellapparato stomatognatico sul controllo posturale. Lapparato
stomatognatico è un sistema integrato comprendente le articolazioni tempero-mandibolari,
il complesso dento-paradentale, il sistema neuro-muscolare. Una
patologia dellapparato stomatognatico, molto frequente nella popolazione occidentale
soprattutto di sesso femminile, può determinare vari sintomi come schiocchi e sfregamenti
articolari, limitazioni allapertura della bocca, cefalea, lombalgia,
cervico-lombalgia. Con
lesame alla pedana stabilometrica può essere effettuato il test di Meersseman che
permette di valutare linfluenza della componente propriocettiva stomatognatica sul
controllo posturale e seguire la validità della terapia occlusare proposta. E
evidente da quanto esposto che una corretta valutazione posturale del soggetto affetto da
mal di schiena implica il coinvolgimento di più specialisti e quindi deve
intendersi come una valutazione interdisciplinare tra il medico internista,
lortopedico, loculista, lotorinolaringoiatra, lortodensista. A
conclusione dello studio posturale vengono riassunte le alterazioni più significative e
formulato un programma di rieducazione posturale individuale a medio termine. Il
programma riabilitativo individuale prevede una fase educativa dei soggetti sulla corretta
gestione della schiena durante le abitudini di vita quotidiana e di lavoro, alcune lezioni
di rilassamento ed infine degli esercizi personalizzati. Alcuni
esercizi verranno inseriti in un programma domiciliare di automantenimento. La
corretta posizione del corpo in ogni circostanza (seduti, in piedi, camminando) e in ogni
attività che svolgiamo dovrebbe essere insegnata fin dalla scuola elementare, nel periodo
in cui si corre il rischio di assumere per sempre posizioni viziate. E
fondamentale che il soggetto affetto da mal di schiena acquisti un ruolo attivo nel
gestire il suo disturbo, attraverso lapprendimento e la coscienza del problema
tramite riunioni di gruppo in cui vengono fornite nozioni di anatomia e fisiologia della
colonna vertebrale e delle cause più frequenti di mal di schiena. Il ruolo
del medico di medicina generale è fondamentale per
raggiungere tali obiettivi, perché costituisce lanello di congiunzione tra il
paziente e lo specialista e può evitare che il soggetto affetto da mal di schiena cronico
assuma un atteggiamento di rassegnata passività o di rimedi miracolosi, peggiorando la
condizione clinica e psicologica. Proprio la
somatizzazione ansiosa sullapparato muscolo-scheletrico è diventato uno dei
problemi più importanti negli ultimi anni; quindi una valutazione psicologica del
soggetto affetto da mal di schiena cronico è necessaria per evitare superflue indagini
diagnostiche e inutili provvedimenti terapeutici. Le
tecniche diagnostiche sempre più sofisticate comunque non possono sostituire una anamnesi
accurata e una valutazione clinico-funzionale del soggetto perché levidenza di una
protrusione discale non sempre chiarisce il quadro clinico. In questo
articolo non vengono affrontate le cause di mal di schiena di specifica pertinenza medica
(ernia del disco, traumi ecc.). I
principali fattori di rischio del mal di schiena idiopatico - cioè nel quale non si
riconosce una causa Sicuramente
il più importante fattore di rischio del mal di schiena è rappresentato dalle posture
scorrette assunte durante le attività quotidiane e lavorative. I soggetti
affetti da mal di schiena cronico chiedono al medico il rimedio più efficace per
risolevere i propri problemi, ma per dare una risposta adeguata, accanto alla valutazione
clinico-funzionale della colonna, occorre analizzare le azioni quotidiane (giardinaggio,
riassettare il letto) e lavorative (scrivere a macchina) compiute dal soggetto
insegnandogli il rapporto che esiste fra il tipo di movimento o di lavoro e la comparsa
del dolore a livello vertebrale. Uno studio
compiuto ai lavoratori addetti a videoterminali ha messo in evidenza la presenza di
disturbi alla colonna vertebrale in percentuale superiore rispetto a un gruppo di
controllo e a quello che si riscontra nei facchini o nei manovali dimostrando così il
ruolo negativo dovuto alla fissità della posizione davanti al videoterminale. La colonna
cervicodorsale durante la giornata è sicuramente sottoposta ad uno stress maggiore
perché sottoposta a continui movimenti di flessioni ed di estensione. Le
attività lavorative più a rischio per il tratto cervicodorsale sono quelle di precisione
(sarte, orologiai) oppure gli imbianchini, i restauratori, gli addetti alle pulizie, i
dattilografi, i contadini, oppure la televisione a letto o utilizzando cuscini non idonei. Il tratto
lombo-sacrale della colonna vertebrale è stimolata soprattutto dalle posture fisse
prolungate in posizione statica eretta come le casalinghe quando stirano, i
commercianti che lavorano al banco, gli odontoiatri oppure gli impiegati, gli
addetti ai videoterminali, cassiere, le sarte, gli studenti. Alcuni
suggerimenti possono essere utili per ridurre il dolore lombare dovuto alle posture fisse:
fare delle lunghe passeggiate appena possibile; praticare al mattino semplici esercizi di
estensione e flessione; dormire su un fianco con le ginocchia piegate oppure in posizione
supina con un cuscino sotto le ginocchia; durante la posizione statica eretta utilizzare
un pacchetto dappoggio per gli arti inferiori sui quali scaricare il peso del tronco
alternativamente; adattare i posti di lavoro secondo criteri ergonomici. Altri
soggetti a rischio per la colonna lombosacrale sono i camionisti, gli agenti di commercio,
i tassisti, e chiunque utilizza lautomobile come strumento di lavoro. Molte case
automobilistiche hanno applicato alcuni concetti ergonomici utili a prevenire: disturbi
lombari, che deve essere regolabile in altezza e profondità, con schienale reclinabile e
dotato di un sostegno lombare e del poggiatesta molto utile per la prevenzione delle
sindromi da colpo di frusta. E
molto importante porre attenzione nellentrare ed uscire dalla vettura perché si
compiono movimenti di flessione-rotazione e di rotazione-estensione che mettono a dura
prova i dischi intervertebrali lombari. Un riposo
notturno confortevole è importante per alleggerire il carico di lavoro che i dischi
interverbrali subiscono durante la giornata. Da essere
evitato sicuramente il cuscino alto perché costringe il tratto cervicale della colonna in
posizione di flessione e può essere causa di dolori cervicali e mal di testa. La movimentazione
manuale dei pesi rappresenta sicuramente un
momento molto critico per la colonna lombosacrale per cui è necessario insegnare i
movimenti corretti ai soggetti che compiono per lavoro tali attività. Alcune
attività che si compiono tutti i giorni le casalinghe, come riassettare i letti, usare laspirapolvere, pulire
le finestre piegandosi in avanti con il busto sono probabilmente le maggiori responsabili
dei danni alla colonna lombare. La gravidanza, soprattutto dopo il sesto mese, deforma una iperlordosi
lombare e pertanto rappresenta un fattore di rischio per il dolore lombosacrale, ma è
soprattutto il periodo deò puerperio più a rischio per il maggior impegno della madre
nellaccudire il neonato. Sollevare
un bambino può rappresentare un rischio importante per la colonna vertebrale, se si pone
attenzione nellevitare la metodica scorretta raffigurata. I microtraumi subiti dai guidatori di trattori e di macchine agricole e
dellindustria pesante, dovuti alle vibrazioni, sono un fattore di rischio per la
colonna lombo-sacrale per cui viene consigliato luso corretto elastico per limitare
gli effetti della vibrazione stessa. Leccesso poderale (sovrappeso) provoca un aumento significativo delle lombalgie
in quanto si determina un aumento di pressione sui dischi intervertebrali. Sembra
certa la correlazione di dolori lombari probabilmente per la riduzione di ossigenazione
delle strutture muscolo articolare della colonna vertebrale causata dal fumo. Le attività
fisiche agonistiche spesso risultano dannose per
la colonna vertebrale perché viene sottoposta a carichi di lavoro notevoli e cioè
contrasta con lopinione diffusa che lattività sportiva migliori le condizioni
di salute e prevalga la comparsa del mal di schiena. Il
discorso è diverso per lattività ricreative (sci, nuoto, bicicletta) e
lesercizio fisico in palestra che possono pervenire gli episodi dolorosi vertebrali. CONSIGLI PRATICI E
importante insegnare ai bambini fin dai primi anni a usare la schiena in maniera corretta
per diminuire la probabilità che, da grandi, soffrono di dolori cervicali o dorso
lombari. Il peso
dei libri deve essere ripartito su entrambe le spalle, quindi sono più adatti gli zaini
rispetto alle borse a tracolla, ancora più utile è una cinghia per legare lo zaino alla
parte bassa della schiena. Il peso dello zaino deve essere proporzionale al peso del
bambino e non deve superare il 10% del peso corporeo. (Un bambino che pesa 25 kg può
sopportare un peso di 2.5 kg). La
posizione seduta deve essere tenuta sotto osservazione dalle maestre e dalle mamme per evitare che una posizione sbagliata possa creare
conseguenze negative sulla crescita del bambino. Le sedie devono essere regolabili in
altezza con lo schienale regolato un po in avanti per permettere alla schiena di
appoggiarsi facilmente. Il piano della scrivania non deve essere basso per evitare che il
bambino sia costretto a stare curvo. Gli
esperti consigliati per i bambini in fase di crescita sono il calcio, il nuoto, la
pallavolo perché permettono di mettere in movimento tutto il corpo; mentre la ginnastica
artistica e ritmica e il ciclismo devono essere evitate se si osservano atteggiamenti
scoliotici. La colonna
vertebrale è formata da un pilastro anteriore costituito dalla sovrapposizione dei
corpi vertebrali con linterposizione dei dischi e da un pilastro posteriore
costituito dalla sovrapposizione degli archi e delle articolazione posteriori. Nella
postura eretta normale il peso si distribuisce in modo uguale tra il pilastro anteriore e
quello posteriore; mentre nelle posture che accentuano le normali curve della colonna;
come nella iperlordosi o nella cifosi accentuate. Il peso si distribuisce in maniera
diversa favorendo il danno dei dischi intervertebrali. I DIFETTI PIU FREQUENTI I difetti più comuni dovuti a una postura scorretta e che si
evidenziano con il passare degli anni, sono IPERCIFOSI: viene accentuata la curvatura del tratto dorsale della
colonna, il soggetto è curvo in
avanti, è la posizione che adottano
alcune adolescenti o gli adulti oppressi da preoccupazioni.
I soggetti con ipercifosi può soffrire di dolore cervicali e lombari. IPERLORDOSI: il sedere è in fuori e il busto sporge in avanti, è
latteggiamento che si accentua in IPERLORDOSI E IPERCIFOSI: riguarda soprattutto le donne che hanno avuto più gravidanze. SCOLIOSI: una spalla è più
giù dellaltra. PUO ESSERE COLPA DEI DENTI La
mandibola ha dei collegamenti diretti con la colonna cervicale e pertanto se la bocca
chiude non si verificano degli impulsi a livello muscolari, mentre se i punti di contatto
tra larcata superiore e quella inferiore non sono bilanciati si determinano degli
squilibri che a lungo andare si evidenziano con dolori cervicali o dorsolombari. POSTURA NATURALE La postura
naturale di un individuo viene valutata invitando il soggetto a stare in piedi con gli
arti inferiori paralleli e lievemente divaricati. Allispezione
anteriore vengono osservati i piedi, le ginocchia, il bacino, i fianchi, le pieghe
ascellari, le clavicole, le spalle, il collo e il corpo. Posteriormente
si osservano i malleoli, le pieghe poplitee , le pieghe gluteali, i fianchi , le scapole,
il collo e il corpo. Lateralmente
viene osservata la pianta del piede, le ginocchia, le braccia, la lordosi lombare, le
scapole alate, la cifosi, la lordosi cervicale, il corpo. E
molto importante valutare la funzionalità articolare nei movimenti attivi e passivi a
livello dellanca, del ginocchio, del piede, del tratto cervicale, del tratto
lombare, della spalla, del gomito. La
funzionalità muscolare degli estensori della nuca, del muscolo trapezio, degli estensori
dellavambraccio, dei muscoli del dorso ecc. |
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